domenica 29 aprile 2012

S.E. Mons. Williamson - "Illuminismo" tenebroso

       

Commento settimanale di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

 Commento eleison   n° CCL (250)            28 aprile 2012



"Illuminismo" tenebroso


Che la Fraternità San Pio X alla fine decida o meno di aggirare il dissenso dottrinale e di stipulare un accordo puramente pratico con le autorità romane della Chiesa conciliare, le anime interessate al loro benessere eterno devono capire il più pienamente possibile qual è la posta in giuoco.
In questa ottica, un mio amico mi ha appena inviato una mirabile sintesi del cuore della questione: -

“Dal 2009 al 2011 si sono svolti i cosiddetti “Colloqui Dottrinali” tra esperti del Vaticano e quattro teologi della FSSPX. Questi colloqui hanno chiarito come le autorità romane siano fermamente legate agli insegnamenti del Vaticano II. Che questo Concilio ha tentato di conciliare la dottrina cattolica col concetto di uomo sviluppato dall’“Illuminismo” del XVIII secolo.

“Così il Concilio dichiara che, in ragione della dignità della sua natura, la persona umana ha il diritto di praticare una religione a sua scelta. Di conseguenza la società deve proteggere la libertà religiosa e organizzare la coesistenza pacifica delle varie religioni. Queste sono invitate a partecipare al dialogo ecumenico, visto che possiedono tutte la loro parte di verità.

In effetti, tali principi negano che Cristo è veramente Dio e negano che la sua Rivelazione, il cui deposito è custodito dalla Chiesa, dev’essere accettata dagli uomini di tutte le società. In tal modo, la dottrina della libertà religiosa, come espressa dal documento conciliare Dignitatis Humanae 2, contraddice gli insegnamenti di Gregorio XVI nella Mirari Vos, di Pio IX nella Quanta cura, di Leone XIII nella Immortali Dei e di Pio XI nella Quas Primas. La dottrina espressa nella Costituzione Dogmatica Lumen Gentium 8, secondo cui la Divina Provvidenza userebbe le sette non cattoliche come mezzi di salvezza, contraddice gli insegnamenti di Pio IX nel Syllabus, di Leone XIII nella Satis Cognitum e di Pio XI nella Mortalium Animos.

Queste nuove dottrine che, insieme a molte altre, contraddicono gli insegnamenti formali e unanimi dei Papi di prima del Concilio, alla luce del dogma cattolico possono essere qualificate solo come eretiche.


“Dal momento che l’unità della Chiesa poggia sull’integrità della Fede, è chiaro che la FSSPX non può addivenire ad alcun accordo - foss’anche solo “pratico” – con coloro che sostengono tali dottrine.”

Quando il mio amico accusa il movimento di emancipazione intellettuale del XVIII secolo, noto come “Illuminismo”, di essere alla base del collasso degli uomini di Chiesa nel XX secolo, egli avanza essenzialmente lo stesso appunto di Mons. Lefebvre, quando, un anno e mezzo prima di morire, nel 1991, diceva ai suoi sacerdoti: “Più si analizzano i documenti del Vaticano II… e più ci si rende conto di ciò che è in giuoco… una complessiva perversione del pensiero, una complessiva nuova filosofia basata sulla filosofia moderna, sul soggettivismo… Si tratta di una versione interamente diversa della Rivelazione, della Fede, della filosofia… una cosa veramente spaventosa”.

Allora, come si ritorna ad una concezione sottomessa alla realtà di Dio? Un modo consiste nel prendere le encicliche papali citate sopra dal mio amico e studiarle. Esse furono scritte per i vescovi, ma i vescovi conciliari non sono affidabili. Oggi sono i laici che devono prendere in mano la propria formazione – e il loro Rosario.

Kyrie eleison.

Londra, Inghilterra







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© 2012 Richard N. Williamson. Tutti i diritti sono riservati. 
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Ineccepibile come sempre mons. Williamson nelle sue analisi.










Il vero cattolico conserva la propria fede fino al martirio. Il buon cattolico non  rinuncerà mai al proprio “credo” egli sa che la sua fede è vera perché rivelata dalla divinità e "Trasmessa" per duemila anni dalla Chiesa di NSGC. Oggi la nuova chiesa nella quale l'uomo si è sostituito a Dio, imponendo le sue nuove dottrine quali la libertà religiosa, il dialogo ecumenico e la dignità umana, tutti frutti velenosi del concillio vaticano II, contraddicono la Verità Rivelata, contaddicono e negano Nostro Signore.
Aiutiamo la Fraternità stringiamoci attorno con le nostre preghiere e Rosari affinchè la Vergine Santa e Suo Figlio Gesù Cristo diano ai quattro vescovi e ai sacerdoti la forza e la grazia santificante per difendere la Tradizione Cattolica dagli attacchi del demonio.



FSSPX, quale prelatura si prospetta?




OPUS DEI, ecco cos'è veramente..., Iddio non voglia la stessa cosa per la FSSPX.



Preghiamo affinchè il Cielo scampi da un triste destino la FSSPX!

"Massoni e Neocatecumenali - Strane concordanze."

























"Massoni e Neocatecumenali - Strane concordanze."


Molto reverendo

Padre Enrico Zoffoli

Piazza S. Giovanni in Laterano, 14

00184 ROMA RM





Reverendo Padre,

avendo letto alcuni suoi libri e i suoi articoli sul Segno del Soprannaturale a proposito della disputa sul movimento neocatecumenale, ritengo Lei la persona piů adatta a cui sottoporre questo mio studio sulle analogie tra la massoneria e il movimento neocatecumenale.

Dette analogie sono molteplici per cui ritengo che vadano valutate da persona competente. Essendo il mio pensiero di nessun valore, credo che questo lavoro la possa interessare, ma qualora ritenesse le mie argomentazioni sbagliate, non deve darsene preoccupazione alcuna e puň cestinare il tutto. Se invece la cosa le sembra doverosa di approfondimento, la prego di farlo nell'interesse della Veritŕ e della Chiesa Cattolica.

La prego di scusare la forma, ma tra me e la penna non c'č mai stata troppa simpatia.

Assicurandole che in famiglia continueremo a pregare per Lei e per la Chiesa, La saluto filialmente in Cristo

(lettera firmata)


Massoni e Neocatecumenali

strane concordanze tra i principi dei primi e

i comportamenti dei secondi

Rapporti tra Massoneria e Chiesa Cattolica



Sin dalla sua fondazione, nel diciottesimo secolo, i rapporti tra la massoneria e la Chiesa Cattolica non sono mai stati buoni. Questo malgrado i ripetuti tentativi di infiltrazione avvenuti in questi secoli, che sempre sono stati respinti da uomini santi e lungimiranti tra cui spicca Papa Clemente VII che nel 1738 lanciň la scomunica verso chiunque si fosse iscritto alle logge.

Scomunica che, nonostante quello che č stato detto, non č mai stata abrogata, infatti, la dichiarazione del 17 febbraio 1981, della Congregazione per la Dottrina della Fede a proposito del canone 2335 del Codice di Diritto Canonico, ha ribadito quanto giŕ aveva espresso nel luglio 1974, ossia: il divieto ai cattolici, sotto pena di scomunica, di iscriversi alle associazioni massoniche e ad altre simili.

Perché la Chiesa Cattolica condanna la Massoneria?

Meglio di tante spiegazioni penso che siano le parole di Papa Leone XIII nella sua Enciclica del 19 marzo 1902 dove scrive:

"Una setta tenebrosa, che la societŕ porta da molto tempo nei suoi fianchi come un germe mortale, ne contamina il benessere, la feconditŕ, la vita. . . Lo scopo č di esercitare una sovranitŕ occulta sulla societŕ riconosciuta: la sua ragione di essere consiste interamente nel fare la guerra a Dio e alla Chiesa. Non c'č bisogno di nominarla, perché tutti hanno riconosciuto a tali segni che č la Framassoneria, della quale parlammo esplicitamente nell'Enciclica "Humanum genus" del 23 aprile 1884.

Abbracciando nelle sue immense reti la quasi totalitŕ delle nazioni e riallacciandosi ad altre sčtte che essa fa muovere per mezzo di fili nascosti, dapprima attirando e ritenendo poi i suoi affiliati con l'apparato di vantaggi che essa loro procura, piegando i governi ai suoi disegni, ora con promesse ora con minacce, questa setta segreta č arrivata a infěltrarsi in tutte le classi della societŕ.

Essa forma come uno stato invisibile e irresponsabile nello stato legittimo.. . Mentre professa a parole il rispetto dell'autoritŕ e della stessa religione, il suo scopo supremo, come i suoi propri statuti ne fanno fede, č lo sterminio della sovranitŕ e del sacerdozio".

Appare chiaro, dunque perché le somme autoritŕ della Chiesa, e tante altre anime sante, abbiano sempre lottato con tutte le forze contro la Massoneria. Perň, come spesso succede, chi non riesce ad entrare per la porta, tenta per la finestra.



Strane analogie

Esistono documenti, che mostrano alcuni progetti per sottomettere ed annientare la Chiesa Romana. Detti documenti mostrano i punti da colpire e i modi per farlo, eliminando il rispetto per il Sacro, per il Sacerdozio, per i Dogmi e il culto dei Santi e di Maria Santissima.

Stranamente nelle Comunitŕ Neocatecumenali, si insegna tutto ciň che riconduce ai fini della Massoneria, cercando di eliminare appunto il culto Mariano, dei Santi, il rispetto per tutto ciň che č Sacro, per il Sacerdozio e per i dogmi di Fede.

Il Papa Paolo VI nell'omelia "Resistite fortes in fide" del 29 giugno 1972, chiedendo di essere ascoltato come se parlasse S. Pietro stesso, disse di avere la sensazione che "da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio". E specifica che cosa intende per "fumo di satana", cioč "il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida piů della Chiesa; ci si fida del primo profeta" che viene, per "chiedere a lui se ha la formula della vera vita.. . E' entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed č entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. " Ed ancora: "Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. E' venuta, invece, una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza".

Queste parole sembrano rispecchiare l'amarezza del Santo Padre per le "avventure" postconciliari di alcuni "profeti" tra cui possiamo inserire Kiko.

La Gnosi

Le eresie gnostiche sono state, dall'epoca patristica, tra i piů ricorrenti nemici della Chiesa, ma, malgrado i ripetuti attacchi, non hanno mai potuto scalfire l'edificio costruito da Cristo.

Esse si basano sulla "conoscenza" (gnosi, appunto) che č riservata ad un ristretto numero di persone (gli "iniziati" o "illuminati" a seconda delle varie sčtte), mentre gli altri (gli "affiliati") devono essere all'oscuro di tutto, e non avere la minima idea di dove li porterŕ il loro cammino.

Molte persone si affiliano alla Massoneria senza avere la benché minima idea di dove questa affiliazione possa portarli, magari per l’impronta vagamente filantropica di alcune logge, o magari anche per accrescere il loro potere personale nella societŕ e aumentare cosě i propri capitali, non immaginando certo di diventare veri e propri schiavi di satana, cosa che solo alcuni arriveranno a capire, salendo la lunga scala dell'iniziazione.

Quando uno entra nel movimento Neocatecumenale deve dimenticare le domande. Per lungo tempo non č permesso di porne, ed anche quando arriva il momento di chiedere qualcosa, le risposte sono evasive, a meno che non riguardino il futuro del "cammino" perché allora č tutto top secret. Il sapere č tutto nelle mani dei "catechisti" che non sono persone che hanno fatto studi particolari di teologia, liturgia, patristica od altro, ma sono solo persone che hanno fatto giŕ almeno cinque-sei anni di cammino e che sono stati indottrinati da altri prima di loro. Loro stessi non hanno idea di quello che verrŕ loro insegnato nel prossimi anni.

Il migliore allievo per i Neocatecumenali č colui che č a digiuno di nozioni di catechismo (quello vero!), di teologia e di sacre scritture in modo da potergli insegnare tutto quello che pare a loro.

Nostro Signore, invece, nel Suo insegnamento non ha mai nascosto niente a nessuno, additando subito la strada da percorrere e permettendo tutte le domande possibili.

Il fatto stesso che nel Movimento Neocatecumenale ci sia questa scala gerarchica "gnostica", alla luce della storia della Chiesa, fa dubitare molto sulla bontŕ del risultato finale.

Attacco alla Chiesa


venerdì 27 aprile 2012

S.Messa davanti ad una clinica per aborti


















Denver prete 'tira fuori i grossi calibri' a Planned Parenthood: dice la messa sulla strada fuori clinica

 DENVER, CO, 23 aprile 2012 ( LifeSiteNews.com ) - libri di preghiere, rosari e pro-life opuscoli sono una vista comune al di fuori struttura massiccia Planned Parenthood nel centro di Denver, ma quest'anno, gli organizzatori locali di quaranta giorni di questa primavera per la campagna Vita ha deciso che un ultimo mancava di portare la luce di Cristo per aborti secondo più grande del paese: il Santo Sacrificio della Messa

L'idea di celebrare la Messa cattolica di fronte al Planned Parenthood proveniva da p. Joseph Hearty, viceparroco della Parrocchia di Nostra Signora del Monte Carmelo nella vicina Littleton, che si sentiva che era il momento di "tirare fuori i grossi calibri." E 'stato, ha detto LifeSiteNews, un'ispirazione dello Spirito Santo.
"Se siamo in grado di recitare il rosario, perché non offrire la Messa, perché non usare la Messa e l'Eucaristia come un mezzo per combattere questa tragedia", ha detto. "Perché non utilizzare i mezzi più potenti che abbiamo?"
Come si è scoperto, l'idea eccitato locale pro-vita della comunità ben oltre ciò che gli organizzatori si aspettavano. Fr. Hearty previsto per trenta i partecipanti alla sua prima Messa il 3 marzo, ed ha ottenuto un 100.

 

 

 

 

 

 

 Provvidenzialmente, un parcheggio vuoto proprio di fronte al Planned Parenthood di proprietà di un pro-vita di coppia era abbastanza grande per accogliere la folla.

Come membro della Fraternità Sacerdotale tradizionale di San Pietro, p. Hearty ha celebrato la Messa tradizionale in latino, noto come i sacerdoti diocesani Messa tridentina hanno ottenuto in azione, però, con sei diverse offerte messe nel parcheggio durante la campagna di quaranta giorni in inglese e spagnolo. Tutti e sei sono state messe ben frequentato, con una media tra i cinquanta ei cento persone.
Una manifestazione di chiusura 31 marzo è iniziato con una Messa spagnola, seguita da un led rosario dal vescovo James Conley, amministratore apostolico per l'arcidiocesi di Denver. Nei commenti al raduno, Conley Vescovo ha esortato i pro-life di vigilanza Planned Parenthood continua a costruire "mulini della morte megaplex" in tutto il paese, i Denver Catholic Register report.
Secondo il Registro, oltre 300 persone hanno partecipato alla manifestazione, che si è conclusa con una Messa secondo latino celebrata da p. Hearty. Ci sono stati tanti durante la Messa conclusiva che il sacerdote tornò verso l'altare quattro volte per rompere i padroni di casa per la distribuzione prima infine esaurirsi.
La popolarità dell'idea, dice p. Hearty, è un segno che "la gente vuole veramente fare qualcosa." Egli spera che l'idea si diffonderà, e in particolare che il clero in altre parti del paese saranno ispirati a diventare più coinvolto nel pro-vita lavorativa.
"Questa è la nostra vocazione", ha detto. "Siamo lì per mediare, e siamo lì per guidare, e siamo lì per incoraggiare."
Per quanto riguarda lo sforzo di Denver, gli organizzatori sperano di sfruttare lo slancio e stabilire un calendario regolare di messe di fronte alla clinica, continuando a intraprendere la guerra spirituale contro il più grande fornitore della nazione aborto.
"La nostra lotta non è contro il mondo, è contro i principati e le tenebre, è contro il male, è contro il diavolo," dice p. Hearty. "Perché non fare un terremoto pochi demoni?"

 http://www.lifesitenews.com/news/denver-priest-pulls-out-the-big-guns-on-planned-parenthood-says-mass-on-the/

martedì 24 aprile 2012

"Commenti Eleison" di Mons. Williamson - Numero CCIL - 249


di S. Ecc. Mons. Richard Williamson


Numero CCIL (249)      21 aprile 2012


 L’ECUMENISMO DI BENEDETTO - III

 In questi “Commenti”, due settimane fa promettemmo di esaminare tre citazioni dal Vaticano II che hanno fatto tanto per dissolvere la Chiesa di Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica. Una settimana fa abbiamo segnalato come i testi del Vaticano II siano ambigui, così che possono sempre essere visti come se in essi non vi fosse nulla di errato, allorché solo uno dei due loro possibili significati è innocente, mentre l’altro significato è mortale per la Chiesa cattolica, come hanno dimostrato gli ultimi 40 anni.

La prima citazione è tratta da Lumen gentium 8, eccola: “l'unica Chiesa di Cristo… in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui”. Ora, che cosa significa qui la parola “sussiste”? L’ambiguità sta nel fatto che può significare sia che la Chiesa di Cristo esiste principalmente e solo nella Chiesa Cattolica Romana, che è quanto la Chiesa ha sempre insegnato fino al Vaticano II, sia che la Chiesa di Cristo esiste principalmente ma non solo nella Chiesa Cattolica, nel qual caso la Chiesa di Cristo esisterebbe in parte fuori dalla Chiesa Cattolica. Questo apre la porta all’ecumenismo conciliare, che demolisce la pretesa dogmatica della Chiesa Cattolica di essere l’esclusiva arca di salvezza: “Extra Ecclesiam nulla salus”



Il problema qui è che è parimenti un dogma il fatto che la Chiesa è una. In ogni Messa domenicale noi ascoltiamo o cantiamo che crediamo in “una, santa, cattolica ed apostolica Chiesa”. E allora, come può la Chiesa di Cristo essere suddivisa in più comunità più o meno chiese? Se la Chiesa è una, non può essere molteplice. Se è molteplice non può essere una. Nel suo libro Benedetto XVI e l’auto-comprensione della Chiesa cattolica, il Dott. Wolfgang Schüler fornisce una serie di citazioni di Joseph Ratzinger per mostrare come egli, da teologo giovane, abbia promosso entusiasticamente la demolizione dell’esclusività della Chiesa Cattolica, ma da Cardinale e Papa si batta per mantenere anche l’unità della stessa Chiesa.

La seconda citazione è tratta da Unitatis Redintegratio 3: “tra gli elementi o beni dal complesso dei quali la stessa Chiesa è edificata e vivificata, alcuni, anzi parecchi ed eccellenti, possono trovarsi fuori dei confini visibili della Chiesa cattolica”. Ora, l’evidente significato di queste parole è che, come delle monete d’oro possono comporre una pila o possono anche trovarsi fuori dalla pila, così elementi della Chiesa elencati dal Concilio fra altri, come “fede, speranza, carità e altri doni dello Spirito Santo”, possono considerarsi esistenti anche fuori dalla Chiesa Cattolica. Ma Nostro Signore dice che i tralci tagliati via dalla sua vite, seccano e muoiono (Gv XV, 6). E qual è questa vite se non la Sua Chiesa?
Sa
La terza citazione tratteggia la logica conclusione, un po’ più avanti lo stesso documento (UR 3) afferma: “queste Chiese e comunità separate [dalla Chiesa cattolica], quantunque crediamo abbiano delle carenze, nel mistero della salvezza non son affatto spoglie di significato e di valore. Lo Spirito di Cristo infatti non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza”. Ma Mons. Lefebvre diceva: “Nessuna comunità che sia separata dalla Chiesa Cattolica può godere del sostegno dello Spirito Santo, dal momento che la sua separazione costituisce una resistenza allo Spirito Santo. Egli può operare solo direttamente sulle anime e può usare direttamente solo mezzi che non mostrano alcun segno di separazione”.

 Il Vaticano II ha essenzialmente frainteso la Chiesa. Vedremo la prossima volta, con l’aiuto del Dott. Schüler, come Benedetto XVI abbia insieme frenato e accentuato tale fraintendimento.


Kyrie eleison.

Londra, Inghilterra




© 2012 Richard N. Williamson. Tutti i diritti sono riservati. 
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lunedì 23 aprile 2012

SìSìNoNo con un immane lavoro è da oggi online



DonFrancesco M.Putti fondatore di SiSi NoNo


Don Francesco M. Putti
a cura di don Emmanuel du Chalard
 Roma 3.4.1909 Sarzana 29.6.1956 Velletri 21.12.1984
Il nostro caro Don Francesco Maria Putti è portato per l'ultima volta in chiesa e noi siamo qui intorno a lui per unirci alle suppliche e preghiere della Chiesa per il riposo della sua anima.
Il nostro dolore è immenso, perché non e morto soltanto un fratello, un amico, un Sacerdote, ma abbiamo perduto un santo Sacerdote. Aveva una personalità tale che chi l'aveva avvicinato una volta non poteva dimenticarlo e aveva un solo desiderio: incontrarlo di nuovo.
E il motivo non erano soltanto i suoi ricchi doni naturali, ma soprattutto le sue qualità soprannaturali di bontà e di carità sacerdotale.
Non sapremo quante anime hanno ricevuto qualche cosa da lui. Sappiamo che per tante anime l'incontro con lui fu decisivo per l'orientamento di tutta la vita: conversione, vocazione ecc.
Non è questo il luogo, e certamente non sarebbe la sua volontà, che facessimo il suo panegirico. Ma non possiamo fare a meno di rilevare qualche aspetto della sua vita quale l'abbiamo conosciuto in questi ultimi anni.
Nato a Roma in una famiglia numerosa, non nascondeva la sua ammirazione per la religiosità dei suoi genitori. Fu per più di venti anni un figlio spirituale di Padre Pio ed esistevano fra di loro rapporti spirituali intimi.
Incoraggiato e sostenuto da Padre Pio, si fece Sacerdote a 47 anni e volle celebrare la sua prima Messa a San Giovanni Rotondo, all'altare dove celebrava quotidianamente Padre Pio.
Non potè avere un ministero parrocchiale a causa della sua infermità, ma si diede al ministero della confessione per quasi 15 anni: fu confessore ad Avellino, Salerno, Napoli.
Instancabile, passava ore ed ore in confessionale, si faceva una lunga fila per avvicinarlo.
Era sempre disponibile per dare i Sacramenti. Ne la stanchezza, ne la sofferenza, ne la malattia gli fecero abbandonare questa disponibilità per le anime.
Questo aspetto e ignorato da chi non l'ha conosciuto in qualità di confessore. Ma chi l'ha avvicinato, come confessore, come direttore spirituale, può dire quali furono i suoi doni, possiamo dire soprannaturali. Dava la sicurezza e la tranquillità all'anima. Quando era certo della volontà di Dio su un'anima, voleva che al più presto l'anima la realizzasse anche a prezzo di grande sacrificio. Ma lui, con la sua bontà e la sua infinita carità, aiutava a superare tutti gli ostacoli. Per molti fedeli, ma anche per Sacerdoti e Seminaristi, e stato un vero Padre.
A tutti è conosciuto il suo grande apostolato contro il modernismo con la sua rivista sì si no no.
Dopo il Concilio, vedendo i frutti per la Chiesa e le anime, la sua anima non ebbe pace finché non potè concretizzare questa opera.
Andava contro la sua natura, restare inattivo e senza far niente. Il suo cuore, pieno d'amore per la Santa Chiesa Romana, soffriva davanti a questa autodemolizione.
E che cosa ha fatto con si si no no? Ha difeso la Chiesa, ha difeso il deposito della Rivelazione nella sua purezza e integrità. Per amore di Nostro Signore e della Chiesa non ha mai accettato nessun compromesso che potesse macchiare l'ortodossia della Sua dottrina. E come ha realizzato ciò? Dicendo pubblicamente e senza paura quello che molti dicono in privato; dicendo ad alta voce quello che molti pensano, denunciando l'eresia, l'errore, la falsità per preservare la sana dottrina, per chi non aveva voglia e coraggio di farlo. Questo mettere sempre il dito sulle piaghe fu anche un richiamo costante alle autorità a fare il loro dovere.
E non possiamo contentarci di questo aspetto già tanto meritevole e nobile della difesa dell'onore della Chiesa. Egli fu anche, per tanti nel mondo cattolico, un faro nella tempesta, una luce nelle tenebre.
Per questo il suo giornale fu un conforto, un sostegno, un incoraggiamento per tanti e tanti Sacerdoti, ma anche Vescovi, senza parlare dei fedeli, che avevano trovato in sì sì no no un'ancora di salvezza nella burrasca.
sì sì reo reo fu fatto prima per Roma, cuore della Chiesa; rapidamente fu conosciuto in tutta l'Italia, poi, in Europa e in questi ultimi anni nell'intero mondo cattolico.
sì sì no no è stata la sua grande opera, e la sua ultima preoccupazione. Da mesi, convinto che il richiamo del Signore si avvicinava, aveva disposto tutto affinchè la sua opera potesse continuare.
In questi ultimi mesi, la sua consolazione fu di vedere uscire regolarmente il giornale. Appena stampata la prima copia, si portava a lui e il suo viso si illuminava. Per lui era il segno che la santa battaglia continuava.
Caro Don Francesco, anche se ci avete lasciato per l'altro mondo, la vostra opera continuerà, perché siete adesso più potente per la vostra intercessione presso i Santi, la Madonna e Dio; la potete adesso guidare meglio.
E, per quello che dipende da noi, vi promettiamo di continuare meglio che potremo, la vostra opera, senza mai tradire l'impostazione antimodernista che avete voluto.
Infine, non posso concludere senza dire qualche parola alle care Discepole del Cenacolo. E' un'altra opera di Don Francesco questa fondazione religiosa.
Il vostro comportamento verso Don Francesco ha provato la venerazione che avete avuto e che avete sempre per il vostro Padre fondatore. Pensiamo a questi ultimi mesi, durante i quali, costretto a letto, l'avete assistito con grande abnegazione giorno e notte.
Restate fedeli alle sue direttive e siate coraggiose come lui vi ha sempre insegnato e chiesto.
Tutti qui presenti vi assicuriamo delle nostre preghiere affinchè possiate affrontare con grande generosità questa grande prova e pena.
Adesso ci uniamo alla grande preghiera della Chiesa per la salvezza dell'anima del nostro defunto. Specialmente con la Santa Messa, che lui amava tanto, e alla quale aveva dovuto rinunciare con tanto sacrificio negli ultimi mesi della sua malattia.
Supplichiamo il Signore di liberare la sua anima al più presto, affinchè egli possa godere dell'eterna felicità. Lo chiediamo anche per l'intercessione della Madonna, alla quale Don Francesco era tanto devoto.
Mi permetto d'insistere affinchè non ci si dimentichi di pregare per lui. Egli considerava come una disgrazia che si parlasse delle virtù d'un defunto per poi non pregare più per il riposo della sua anima. In cambio del bene che ci ha fatto, cerchiamo di non dimenticarlo nelle nostre preghiere.

(Omelia tenuta da Don Emmanuel du Chalard al funerale di Don Francesco Maria Putti il giorno 24 dicembre u. s.)

Dal sito SiSi NoNo

23/4/2012 Inseriti tutti i numeri arretrati del primo anno di sìsìnono.


20/4/2012 Abbiamo inserito i primi sei numeri di sìsìnono da scaricare liberamente per uso personale, anno di pubblicazione 1975, le uscite erano mensili.
Con molta calma inseriremo tutti gli altri numeri ... Buona lettura.


sabato 21 aprile 2012

Marcia nazionale per la Vita



Domenica 13 maggio 2012 a Roma

 Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.
Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni.
La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.
L’iniziativa vuole:
  • affermare che la vita è un dono, indisponibile, di Dio;
  • chiedere il Suo aiuto, per una società smarrita;
  • deplorare l’iniqua legge 194 che ha legalizzato l’uccisione, sino ad oggi, in Italia, di 5 milioni di innocenti;
  • ribadire che esiste una distinzione tra Bene e male, tra Vero e falso, tra Giusto ed ingiusto;
  • invitare alla mobilitazione i cattolici e gli uomini di buona volontà.
Lo straordinario successo della prima edizione della marcia per la vita di Desenzano, organizzata in breve tempo e con poche risorse a disposizione, ci spinge a moltiplicare le forze e l’impegno profusi per la buona battaglia.
La seconda edizione della marcia sarà a Roma, centro della cristianità e del potere politico. Le strade della capitale sono state attraversate, anche recentemente, da numerosi cortei indecorosi e blasfemi; il nostro corteo vuole invece affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo.
L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici.
E’ previsto inoltre un convegno, sempre a Roma, il 12 maggio, sulla vita a cui hanno già dato la loro adesione personalità conosciute del mondo pro life italiano.
Abbiamo però bisogno dell’aiuto di tutti!
-  Con la preghiera, che smuove le montagne (1 Cor. 13,2) e vince ogni difficoltà
Con la costituzione, in ogni città italiana, di centri locali che ci aiutino sul piano organizzativo (fotocopiando e diffondendo materiale, organizzando pullman per venire a Roma, preparando striscioni, bandiere, cartelli…)
Con il sostegno economico che può moltiplicare le nostre possibilità. Si può versare un contributo sul conto corrente postale allegato oppure tramite bonifico bancario a:
  • Associazione Famiglia Domani:
    Banca:Intesa San Paolo,
    Iban: IT 86 N  03069  03227   100000000810
  • Mevd (Movimento Europeo Difesa Vita):
    Unicredit, Agenzia di Verona,
    Iban: IT 31 R  02008  11796   000101130378
Chiunque volesse aiutare e per qualsiasi informazione scrivere a:
info@marciaperlavita.it
, oppure telefonare a : 06-3233370
Da questa pagina è possibile consultare l’elenco delle città italiane da cui partiranno i pullman per Roma con i relativi referenti e recapiti telefonici

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ASSOCIAZIONI che hanno finora aderito o incoraggiato la “Marcia per la Vita 2012″:
  • Movimento Europa Difesa della Vita
  • Associazione Famiglia Domani
  • Accademia Nazionale della Politica
  • Associazione Alessandro Maggiolini – Letture Cattoliche
  • Associazione Amici di Lazzaro
  • Associazione Archè
  • Associazione Cattolica Infermieri e Medici
  • Associazione Centro Campano Metodo Billings
  • Associazione Cogito et Volo
  • Associazione Cristiani per Servire
  • Associazione Cristo Re
  • Associazione Culturale Attivamente
  • Associazione FaBED (Famiglie di Bambini con Ernia Diaframmatica congenita)
  • Associazione Giovani e Tradizione
  • Associazione Laicale Legio Marie
  • Associazione Meter
  • Associazione Nazionale Famiglie Numerose
  • Associazione no194
  • Associazione Sicilia Risvegli Onlus
  • Associazione Puteoli Pro Vita
  • Associazione Samniticus
  • Associazione SOS Ragazzi
  • BastaBugie
  • Blog Cattolici
  • Catholic.net
  • Cavalieri della Luce
  • Centro aiuto alla vita di Roma Eur Sant’Eugenio
  • Centro di Accoglienza e spiritualità “E. Manfredini”
  • Centro Culturale Amici del Timone di Staggia Senese
  • Centro Culturale Amici del Timone di Viareggio
  • Centro Culturale Lepanto
  • Centro Culturale Nicolò Stenone
  • Circolo ANSPI San Girolamo
  • Circolo Culturale Il Faro di Modena
  • Comitato Famiglia Educazione e Vita
  • Comitato S. Carlo Borromeo
  • Comitato Verità e Vita
  • Comunità dei Figli di Dio
  • Comunità Marta Maria di Maro
  • Comunità Nuovi Orizzonti
  • Comunità Papa Giovanni XXIII
  • Comunità San Giovanni
  • Con Cristo per la Vita
  • Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
  • Famiglie Numerose Cattoliche
  • Familia Christi
  • Fede & Cultura
  • Figlie di San Camillo
  • Fondazione Lepanto
  • Fondazione Madre Agnese Manzoni
  • Fraternità Cattolica – Napoli
  • Fraternità Sacerdotale S. Pietro
  • Fraternità S. Pio X
  • Frati Francescani dell’Immacolata
  • Fronte Antiabortista
  • Gente Nuova
  • Gioventù e Famiglia Missionaria
  • Identità Europea Emilia
  • Il Dono
  • Inter Multiplices Una Vox
  • Io Amo l’Italia
  • Istituto Santa Famiglia
  • Istituto religioso “Miles Christi”
  • I Tre Sentieri
  • Il Settimanale di Padre Pio
  • Il Timone
  • Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote
  • Istituto del Verbo Incarnato
  • Istituto Serve del Signore e della Vergine di Matara
  • Italia Cristiana
  • La Discussione – quotidiano
  • Laogai Research Foundation Italia
  • La Quercia Millenaria Onlus
  • La Voce Cattolica
  • Libertà e persona
  • Luci sull’Est
  • Militia Christi
  • Milizia dell’Immacolata della Sicilia
  • Movimento Cristiani Lavoratori di La Spezia
  • Movimento Laicale Orionino
  • Movimento per la Vita di Alessandria
  • Movimento per la Vita di Alto Garda
  • Movimento per la Vita di Biella
  • Movimento per la Vita e Centro di Aiuto alla Vita di Casale Monferrato
  • Movimento per  la Vita di Chivasso
  • Movimento Politica Etica Responsabilità (PER)
  • Movimento Tra Noi per la Spiritualità dell’Accoglienza
  • OIKIA Casalinghe di Verona
  • Opus Dei
  • Ora et Labora in difesa della Vita
  • Ordine di Malta – Gran Priorato di Roma
  • Parrocchia San Girolamo a Corviale
  • Parrocchia San Michele Arcangelo – Latina
  • Popolo della Vita
  • Radici Cristiane
  • Regnum Christi
  • Riscossa Cristiana
  • Rivista “Maria di Fatima”
  • Scienza e Vita di Latina
  • Scienza e Vita di Pisa e Livorno
  • Scienza e Vita di Pontremoli
  • Scienza e Vita di Siena
  • Scienza e Vita di San Giovanni Rotondo
  • Scuola cattolica SS. Redentore (Roma)
  • Sentinelle del mattino
  • Suore Buono e Perpetuo Soccorso
  • Suore della Carità
  • Tele Maria
  • Templari di San Bernardo
  • Tradizione, Famiglia, Proprietà
  • U.N.I.T.A.L.S.I
  • Vita Umana Internazionale
  • Voglio vivere
  • _____________________________________



giovedì 19 aprile 2012

"Fraternità San Pio X: quarant'anni di battaglia al servizio della Chiesa"





































Monsignor Lefebvre quaranta anni a servizio della vera Chiesa


Dichiarazione 
di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre
Fondatore della Fraternità San Pio X


21 novembre 1974

Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità.

Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.

Tutte queste riforme, in effetti, hanno contribuito e contribuiscono ancora alla demolizione della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, all'annientamento del Sacrificio e dei Sacramenti, alla scomparsa della vita religiosa, a un insegnamento neutralista e teilhardiano nelle università, nei seminari, nella catechesi, insegnamento uscito dal liberalismo e dal protestantesimo più volte condannati dal magistero solenne della Chiesa.

Nessuna autorità, neppure la più alta nella gerarchia, può costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli.

"Se avvenisse - dice San Paolo - che noi stessi o un Angelo venuto dal cielo vi insegnasse altra cosa da quanto io vi ho insegnato, che sia anatema" (Gal. 1,8).

Non è forse ciò che ci ripete il Santo Padre oggi?
E se una certa contraddizione si manifesta tra le sue parole e i suoi atti, così come negli atti dei dicasteri, allora scegliamo ciò che è stato sempre insegnato e non prestiamo ascolto alle novità distruttrici della Chiesa.

Non si può modificare profondamente la lex orandi senza modificare la lex credendi.
Alla messa nuova corrisponde catechismo nuovo, sacerdozio nuovo, seminari nuovi, università nuove, Chiesa carismatica, pentecostale, tutte cose opposte all'ortodossia e al magistero di sempre.

Questa riforma, essendo uscita dal liberalismo e dal modernismo, è tutta e interamente avvelenata; essa nasce dall'eresia e finisce nell'eresia, anche se non tutti i suoi atti sono formalmente ereticali. È dunque impossibile per ogni cattolico cosciente e fedele adottare questa riforma e sottomettersi ad essa in qualsiasi maniera.

L'unico atteggiamento di fedeltà alla Chiesa e alla dottrina cattolica, per la nostra salvezza, è il rifiuto categorico di accettazione della riforma.

Per questo, senza alcuna ribellione, alcuna amarezza, alcun risentimento, proseguiamo l'opera di formazione sacerdotale sotto la stella del magistero di sempre, persuasi come siamo di non poter rendere servizio più grande alla Santa Chiesa Cattolica, al Sommo Pontefice e alle generazioni future.

Per questo ci atteniamo fermamente a tutto ciò che è stato creduto e praticato nella fede, i costumi, il culto, l'insegnamento del catechismo, la formazione del sacerdote, l'istituzione della Chiesa, della Chiesa di sempre e codificato nei libri apparsi prima dell'influenza modernista del Concilio, attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna.

Così facendo siamo convinti, con la grazia di Dio, l'aiuto della Vergine Maria, di San Giuseppe, di San Pio X, di rimanere fedeli alla Chiesa Cattolica e Romana, a tutti i successori di Pietro e di essere i fideles dispensatores mysteriorum Domini Nostri Jesu Christi in Spiritu Sancto.
Amen.

+ Marcel Lefèbvre,
21 novembre 1974, nella festa della Presentazione di Maria SS.ma

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                              "Fraternità San Pio X:
   quarant'anni di battaglia al servizio della Chiesa"





  

Perseverate nella nuova "crociata del Rosario", "crociata di preghiera e di penitenza"



Il Superiore generale della
Fraternità San Pio X nella sua lettera agli amici benefattori n°78 invita ad una


nuova "crociata del Rosario", "crociata di preghiera e di penitenza"

Un bouquet spirituale di 12 milioni di corone del Rosario

La Lettera agli amici e benefattori n°78 Mons. Fellay nella quale ci invita a pregare di nuovo dalla Pasqua 2011 alla Pentecoste 2012.
"Contiamo sulla vostra generosità per riunire nuovamente un mazzo di almeno dodici milioni di rosari:
  • perché la Chiesa sia liberata dai mali che la opprimono o che la minacciano in un prossimo futuro;
  • perché la Russia venga consacrata e giunga presto il Trionfo dell'Immacolata".
Precisa le sue intenzioni con queste parole: "affinché
  • questa prova terribile sia abbreviata;
  • la cappa modernista che circonda la Chiesa – almeno dal Vaticano II – venga strappata;
  • le Autorità svolgano il loro ruolo salvifico presso le anime;
  • la Chiesa ritrovi il suo splendore e la sua bellezza spirituale;
  • le anime del mondo intero possano udire la Buona Novella che converte, ricevere i Sacramenti che salvano ritrovando l'unico ovile".                                                                                  
Sono
198 969
fino ad oggi le promesse raccolte
http://www.laportelatine.org/pourvous/croisade_priere_penitence2011_2012/avril2012.php 



Il Rosario, l'Arma assoluta!


Tu hai la fede,[...] ma il problema è che tu non l’usi, non la metti in pratica. La Madonna sarà buona con te secondo la tua fiducia. Se tu credi che la Madonna possa darti solo il 50 per cento, Lei ti darà solo il 50 per cento. Ma se tu credi che Lei ti darà il 100 per cento, otterrai il 100 per cento. Gesù e Maria non fanno tutto quello che possono fare perché noi pensiamo che non ne siano capaci.
Siamo noi che mettiamo un limite alla loro azione, con la nostra mancanza di fede”.


Un amico a Padre Patrick Peyton

Ecco cosa riserva il futuro per la FSSPX all'indomani di un accordo con Roma!




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Non si prospetta nulla di buono  per la Fraternità così come è successo per L'Istututo del Buon Pastore!

Ecco cosa riserva il futuro per la FSSPX all'indomani di un eventuale accordo con Roma!


Leggete il testo della Pontificia Commissione Ecclesia Dei inviato all'IBP, l'articolo è tratto da: unavox.it

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Riportiamo il testo del documento della
Pontificia Commissione Ecclesia Dei
sulla visita canonica del Superiore Generale
dell'Istituto del Buon Pastore
a Roma
tenutasi in data 21 marzo 2012


Il testo originale di questo documento è in francese - la traduzione è nostra
I neretti della nota allegata alla lettera sono dell'originale




Pontificia Commissione Ecclesia Dei

Prot.: 80/2006



Vaticano, 23 marzo 2012


Caro Signor Superiore generale,


Lieto di averla ricevuta mercoledì scorso in occasione della riunione presieduta da Sua Eminenza il Cardinale William Levada, mi compiaccio di trasmetterle le raccomandazioni ufficiali della Pontificia Commissione Ecclesia Dei in seguito alla visita canonica dell’Istituto del Buon Pastore.


Come potrà vedere, è stato tenuto conto dello scambio che abbiamo avuto nel corso di questa riunione. Lei ha espresso il desiderio di conoscere il titolo di un’opera che nutra la sua riflessione sulla dignità pastorale di Cristo: l’esortazione apostolica post-sinodale Pastores dabo vobis corrisponde al suo desiderio. Infatti, esattamente 20 anni fa, essa ha fatto il punto sui temi fondamentali quali la vocazione sacerdotale, la natura e la missione del sacerdozio ministeriale, la formazione dei candidati al sacerdozio, la vita spirituale del prete e la formazione permanente dei preti. Lei potrà dunque lasciarsi condurre da essa come una guida molto sicura.


Mentre formulo i migliori auguri per la prossima tenuta del Capitolo generale dell’Istituto, la prego di ricevere, caro Signor Superiore generale, l’assicurazione  dei miei sentimenti cordiali e devoti.


Monsignor Guido Pozzo

Segretario

(con allegato)


Monsieur l’Abbé Philippe Laguérie

Superiore generale dell’Istituto del Buon Pastore
Casa centrale
52, rue de la Longerolle
86440 Mignè-Auxances
Francia





NOTA ALLEGATA

Umiliato e disprezzato il Vicario di Cristo

 


Umiliato e disprezzato il Vicario di Cristo proprio dai suoi Cardinali e Vescovi, mentre egli allunga la mano la maggior parte di codesti Prelati più protestanti che cattolici, si rifiutano di salutarlo. Questi  sarebbero i successori degli apostoli, coloro che dovrebbero aiutare e consigliare il Papa a riconciliarsi con la FSSPX ? 
Santità auguri per il suo settennato di Pontificato, AD MULTOS ANNOS!
Ma non dimentichi da chi è circondato!

mercoledì 18 aprile 2012

LA REALTA E' TUTT'ALTRA.





Comunicato della CasaGeneralizia della Fraternità Sacerdotale San Pio X

del 18 aprile 2012

in seguito alla risposta inviata da Mons. Fellay
alla Congregazione per la Dottrina della Fede,
a proposito del Preambolo dottrinale.




 La stampa annuncia che Mons. Bernard Fellay ha inviato una «risposta positiva» alla Congregazione per la Dottrina della Fede e che di conseguenza la questione dottrinale fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X è ormai risolta.

La realtà è tutt’altra.


In una lettera del 17 aprile 2012, il Superiore Generale della Fraternità San Pio X ha risposto alla richiesta di chiarimenti che gli era stata fatta, il 16 marzo, dal Card. William Levada, a proposito del Preambolo dottrinale consegnato il 14 settembre 2011.

Come indica il comunicato stampa della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, di oggi, il testo di questa risposta «sarà esaminato dal Dicastero [Congregazione per la Dottrina della Fede] e successivamente sottoposto al giudizio del Santo Padre».

Si tratta dunque di una tappa e non di una conclusione.


Menzingen, 18 aprile 2012


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UNA TAPPA MA SEMPRE SUL SOLCO DELLA TRADIZIONE!

OREMUS PRO FSSPX




Supplichiamo Nostro Signore affinchè effonda

la Sua Divina Misericordia
 
sui Vescovi e Padri della
 
Fraternità Sacerdotale di San Pio X



martedì 17 aprile 2012

FSSPX - VATICANO: IL DADO E' TRATTO!














LO STRAPPO RICUCITO!















Si apprende dal sito Vaticaninsider.it, la notizia che la FSSPX abbia accettato di firmare il Preambolo dottrinale!


Il superiore della Fraternità San Pio X ha sottoscritto il preambolo dottrinale proposto dalla Santa Sede, anche se con qualche lieve modifica

di Andrea Tornielli


La risposta della Fraternità San Pio X è arrivata in Vaticano ed è positiva: secondo le indiscrezioni raccolte da Vatican Insider il superiore dei lefebvriani, il vescovo Bernard Fellay, avrebbe firmato il preambolo dottrinale che la Santa Sede aveva proposto lo scorso settembre, come condizione per arrivare alla piena comunione e all’inquadramento canonico.


Una conferma ufficiale dell’avvenuta risposta dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Da quanto si apprende, il testo del preambolo inviato da Fellay propone alcune modifiche non sostanziali rispetto alla versione consegnata dalle autorità vaticane: come si ricorderà, la stessa Commissione Ecclesia Dei non aveva voluto rendere pubblico il documento (due pagine piuttosto dense), proprio perché c’era la possibilità di introdurre eventuali piccole modifiche che però non ne stravolgessero il senso.


In sostanza, il preambolo contiene la «professio fidei», la professione di fede richiesta da chi assume un ufficio ecclesiastico. E dunque stabilisce che va dato un «religioso ossequio della volontà e dell’intelletto» agli insegnamenti che il Papa e il collegio dei vescovi «propongono quando esercitano il loro magistero autentico», anche se non sono proclamati e definiti in modo dogmatico, come nel caso della maggior parte dei documenti del magistero. La Santa Sede ha più volte ripetuto ai suoi interlocutori della Fraternità San Pio X che sottoscrivere il preambolo dottrinale non avrebbe significato porre fine «alla legittima discussione, lo studio e la spiegazione teologica di singole espressioni o formulazioni presenti nei documenti del Concilio Vaticano II».
 

Ora il testo del preambolo con le modifiche proposte da Fellay, e da lui sottoscritto in quanto superiore della Fraternità San Pio X, sarà sottoposto a Benedetto XVI, che il giorno dopo l’ottantacinquesimo compleanno e alla vigilia del settimo anniversario dell’elezione, riceve una risposta positiva dai lefebvriani. Risposta da lui lungamente attesa e auspicata, che nelle prossime settimane metterà fine alla ferita apertasi nel 1988 con le ordinazioni episcopali illegittime celebrate dall’arcivescovo Marcel Lefebvre.

Non è escluso che la risposta di Fellay venga esaminata dai cardinali della Congregazione per la dottrina della fede, nella prossima riunione della «Feria quarta», che dovrebbe tenersi nella prima metà di maggio. Mentre qualche settimana in più sarà necessaria perché avvenga la sistemazione canonica: la proposta più probabile è quella di istituire una «prelatura personale», figura giuridica introdotta nel Codice di diritto canonico nel 1983 e finora utilizzata solo per l’Opus Dei. Il prelato dipende direttamente dalla Santa Sede. La Fraternità San Pio X continuerà a celebrare la messa secondo il messale antico, e a formare i suoi preti nei suoi seminari.

fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/lefebvriani-lefebvrians-lefebvrianos-14410/

Alea iacta est!

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Si riporta l'estratto dall'omelia di Mons. Fellay del 2 Febbraio 2012 pubblicato sul sito del DICI:


"Non siamo un gruppo indipendente. Anche se stiamo "lottando" con Roma, siamo ancora, per così dire, con Roma. Stiamo lottando con Roma, oppure, se volete, contro Roma, e al tempo stesso siamo con Roma. E noi affermiamo e noi continuiamo a dire che siamo cattolici. Noi vogliamo rimanere cattolici. Molte volte ho detto a Roma, tentate di buttarci fuori. E vediamo che forse sarebbe molto più facile per noi restare fuori... Avremmo tanti altri vantaggi. Saremmo trattati molto meglio! Guardate i protestanti, come si aprono le chiese per loro. Per noi, si chiudono. <Per chi non l'avesse capito Mons. Fellay fa solo dell'ironia... ndt> E noi diciamo, non fa niente. Facciamo le cose di fronte a Dio. Soffriamo dalla Chiesa, perfetto. Non ci piace, naturalmente. Ma dobbiamo stare lì nella verità.
E dobbiamo ribadire che noi apparteniamo alla Chiesa. Siamo cattolici. Noi vogliamo essere e vogliamo rimanere cattolici, ed è molto importante ribadire ciò. E' anche importante che alla fine non sogniamo una Chiesa cattolica che è solo un frutto della nostra immaginazione, ma che non è più quella di oggi. E' con quella di oggi che abbiamo problemi. Questo è ciò che crea ancora più difficoltà: proprio il fatto che abbiamo dei problemi con essa. Questo non ci permette, per così dire, di chiudere la porta. Al contrario, è nostro dovere andare continuamente lì, bussare alla porta, e non chiedere se possiamo entrare (perché vi siamo già dentro), ma pregare perché si convertano, perché possono cambiare atteggiamento verso di noi e tornare a ciò che ci fa Chiesa. Si tratta di un grande mistero, non è semplice. Poiché allo stesso tempo dobbiamo dire, sì, noi riconosciamo questa Chiesa - è quello che diciamo nel Credo, credo nella Chiesa cattolica - in modo da accettare che ci sia un Papa, accettare che ci sia una gerarchia, noi accettiamo tutto questo.
Eppure praticamente, a molti livelli, dobbiamo dire dei "no". Non perché non ci piaccia, ma perché la Chiesa ha già parlato di queste questioni. Anche molte di queste cose le ha condannate. E così, nelle nostre discussioni con Roma siamo stati, per così dire, bloccati lì. Il problema chiave nelle nostre discussioni con Roma è stato davvero il Magistero, l'insegnamento della Chiesa. Perché dicono, "noi siamo il Papa, noi siamo la Santa Sede" - e diciamo sì. E così dicono, "abbiamo il potere supremo", e diciamo, sì. Dicono, "noi siamo l'ultima istanza di insegnamento e siamo necessari" - Roma è necessaria perché noi abbiamo fede, e diciamo, sì. E poi dicono "quindi, obbedite." E noi diciamo no. E così ci dicono, siete protestanti! Avete messo la ragione al di sopra del Magistero di oggi. E noi rispondiamo, siete modernisti. Pretendete che l'insegnamento di oggi possa essere diverso dall'insegnamento di ieri. Noi diciamo, quando ci atteniamo a ciò che la Chiesa ha insegnato ieri, per necessità dobbiamo aderire all'insegnamento della Chiesa oggi. Poiché la verità non è legata al tempo. La verità è al di sopra di esso. Ciò che è stato detto una volta vincola per sempre. Questi sono i dogmi. Dio è così, Dio è al di sopra del tempo. E la fede è l'adesione alla verità di Dio. E' al di sopra del tempo. Ecco perché la Chiesa di oggi è legata e deve essere come (e non solo come) la Chiesa di ieri. E così quando si vede l'attuale Papa affermare che ci deve essere continuità nella Chiesa, noi diciamo: naturalmente! Questo è ciò che abbiamo detto in ogni momento. Quando si parla di tradizione, è proprio questo il significato. Si dice, ci deve essere Tradizione, ci deve essere continuità. Quindi vi è continuità. Ci viene detto quindi, il Vaticano II è stato fatto dalla Chiesa, la Chiesa deve essere un continuo, perciò il Vaticano II è Tradizione. E noi diciamo, prego?
Si va ancora oltre, miei cari fratelli. Questo è accaduto durante i dialoghi dottrinali. Al termine dei dialoghi, arriva l'invito da Roma. In questo invito c'è una proposta di una sistemazione canonica, che è quella di regolarizzare la nostra situazione. E posso dire, ciò che viene presentato oggi, che è già diverso da quello che è stato presentato il 14 settembre, si può considerare come un'ottima soluzione. Sono soddisfatte tutte le nostre esigenze, si può dire, sul piano pratico. Quindi non c'è un gran problema su questo punto. Il problema rimane ad un altro livello - a livello della dottrina. Ma anche lì si va molto lontano - molto lontano, miei cari fratelli. La chiave è un principio. Dicono, "dovete accettare questo, dovete accettare il fatto che per i punti che fanno difficoltà in merito al Concilio - punti che sono ambigui, dove c'è un conflitto - questi punti, come l'ecumenismo, come la libertà religiosa, questi punti devono essere intesi in coerenza con l'insegnamento perenne della Chiesa. Quindi, se c'è qualcosa di ambiguo nel Concilio, è necessario intenderlo come la Chiesa lo ha sempre insegnato, nel corso dei secoli." Vanno ancora oltre e affermano: "si deve rifiutare tutto ciò che è contrario a questo insegnamento tradizionale della Chiesa."
Beh, questo è ciò che abbiamo sempre detto. Incredibile, non è vero? Che Roma ci stia imponendo questo principio. Incredibile. Poi ci si potrebbe chiedere, allora perché non accettare? Ebbene, miei cari fratelli, vi è ancora un problema. Il problema è che in questo testo danno due esempi di cosa e come dobbiamo capire questi principi. Questi due esempi che ci forniscono sono l'ecumenismo e la libertà religiosa, come sono descritti nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, che sono esattamente i punti per i quali critichiamo il Concilio. In altre parole, Roma ci dice, lo abbiamo fatto sempre. Siamo tradizionalisti; il Vaticano II è Tradizione. La libertà religiosa, l'ecumenismo sono la Tradizione. Sono in piena coerenza con la Tradizione. Vi potreste chiedere solo, dove andiamo? Che tipo di parole possiamo pronunciare, siamo d'accordo o no? Se anche i principi che abbiamo preservato e affermato, ci dicono: "sì, va bene, potete affermarli, perché questo è ciò che intendiamo" ...che è esattamente il contrario di ciò che intendiamo. Penso che non potessimo procedere oltre nella confusione.
In altre parole, miei cari fratelli, ciò significa che i nostri interlocutori danno un altro significato alla parola "tradizione", e anche magari alla parola "coerenza". Ed è per questo che siamo stati costretti a dire di no.<alla prima bozza del "preambolo dottrinale" ndt> Non firmeremo quel documento. Siamo d'accordo con il principio, ma si vede che la conclusione è il contrario. Grande mistero! Grande mistero! Allora, cosa succederà adesso? Bene, abbiamo inviato la nostra risposta a Roma. Continuano a dire che stanno riflettendo su di essa, il che significa che probabilmente sono in difficoltà. Allo stesso tempo penso che solo ora potremmo vedere cosa vogliono veramente. Ci vogliono veramente nella Chiesa o no? Lo abbiamo detto loro molto chiaramente, se ci accettate così come siamo, senza cambiamenti, senza obbligarci ad accettare queste cose, allora siamo pronti.  Ma se volete farci accettare queste cose, non lo siamo. In realtà abbiamo appena citato l'Arcivescovo Lefebvre che ha detto questo già nel 1987 - diverse volte prima, ma l'ultima volta che l'ha detto fu nel 1987. In altre parole, miei cari fratelli, umanamente parlando, è difficile dire come sarà il futuro, ma sappiamo che quando abbiamo a che fare con la Chiesa, abbiamo a che fare con Dio, abbiamo a che fare con la divina provvidenza, e sappiamo che questa Chiesa è la Sua Chiesa. Gli esseri umani possono causare alcuni disagi, alcune distruzioni. Possono causare turbolenze, ma Dio è superiore ad esse, ed Egli sa, da tutti questi avvenimenti - questi avvenimenti umani, queste le linee storte, Dio sa come dirigere la sua Chiesa attraverso queste prove."
(...) Si vedrà, miei cari fratelli. Per noi, è chiarissimo. Noi dobbiamo sempre sostenere la verità, professare la fede. Noi non faremo marcia indietro, qualunque cosa accada. C'è qualche minaccia adesso da parte di Roma, certo. Si vedrà. Noi lasciamo tutto questo nelle mani del Buon Dio e della Santissima Vergine. Oh! Sì, noi dobbiamo continuare la nostra crociata del Rosario. Noi contiamo su di essa, noi contiamo su Dio. E ciò che deve accadere, accadrà. Io non posso promettervi una bella primavera. Non so cosa accadrà in primavera. So solo che la battaglia per la fede continuerà, qualunque cosa accada. Sia che saremo riconosciuti, sia che non lo saremo. Potete stare certi che i progressisti non saranno contenti. Essi continueranno, e noi continueremo a combatterli.


lunedì 16 aprile 2012

Ambiguità conciliare



AMBIGIUTA' CONCILIARE

da Commenti  ELEISON 
Numero CCXLVII (247)
14 aprile 2012


Immaginate un fante forte e bene armato che mentre insegue il nemico incappa nelle sabbie mobili. Questo è quello che accade ad un bravo cattolico armato della verità, che si avventura nella critica dei documenti del Vaticano II. Essi sono una palude di ambiguità, esattamente ciò che si voleva che fossero. Se in essi la religione dell’uomo fosse stata promossa apertamente, i Padri Conciliari l’avrebbero rigettata con orrore. Invece la nuova religione è stata abilmente mascherata con documenti elaborati in modo da lasciare aperte opposte interpretazioni. Prendiamo un esempio chiaro e cruciale.

Al n. 8 della Dei Verbum si trova un testo sulla Tradizione che Giovanni Paolo II usò per condannare Mons. Lefebvre nel 1988: A/ “Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo”. B/ “cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse”. Questo avviene in diversi modi, C/ “sia con la comprensione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro”, D/ “sia con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali”, E/ “sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità”.

Ora, la vera Tradizione cattolica è radicalmente oggettiva. Come il buon senso afferma che la realtà è oggettiva, intendendo che gli oggetti sono quello che sono, fuori di noi e indipendentemente da ciò che qualsiasi soggetto pretenda che siano, così la vera Chiesa insegna che la Tradizione cattolica viene da Dio ed è ciò che Dio ha fatto, così che nessun essere umano può minimamente cambiarne una virgola.
Ecco quindi quale sarebbe l’interpretazione cattolica del testo citato: A/ “Col passare del tempo si ha un progresso nel modo in cui i cattolici colgono le verità immutabili della Fede”, B/ “I cattolici possono cogliere in profondità queste verità”, C/ “meditandole e studiandole”, D/ “penetrando sempre più profondamente in esse, e E/ “con la predicazione dei vescovi di aspetti inediti delle stesse verità”. Questa interpretazione è perfettamente cattolica perché ogni cambiamento è relativo alle persone, che cambiano nel corso dei secoli, mentre nessun cambiamento è relativo alle verità rivelate, che costituiscono il Deposito della Fede o Tradizione.

Ma vediamo adesso come lo stesso passo della Dei Verbum può essere inteso non oggettivamente, ma soggettivamente, facendo dipendere il contenuto delle verità, cambiandolo, dai soggetti cattolici: A/ La verità cattolica vive e cresce col passare del tempo, perché B/ i cattolici attuali hanno intuizioni che i cattolici del passato non avevano, così che C/ scoprono nei loro cuori, in se stessi, nuove sopraggiunte verità, D/ frutto della loro esperienza spirituale interiore. Inoltre, E/ la verità cattolica cresce quando i vescovi predicano cose prima sconosciute, perché i vescovi non possono raccontare falsità (!). (In altre parole, prendete la religione che vi fa star bene, ma a condizione che si “paghi, preghi e obbedisca” a noi modernisti.)

Ora, sta proprio qui l’enorme problema: se si accusa questo testo della Dei Verbum di promuovere il modernismo, i cattolici conservatori (che conservano poco, ma hanno una gran fede negli infedeli uomini di Chiesa) replicano immediatamente che il reale significato del testo è il primo di cui sopra, quello tradizionale. Mentre invece, quando Giovanni Paolo II in Ecclesia Dei Adflicta usò questo testo per condannare Mons. Lefebvre e insieme le consacrazioni del 1988, ovviamente ha potuto prendere tale testo solo nel suo significato modernista. Azioni come questa parlano molto più delle parole.

Dobbiamo presentare questi testi del Vaticano II in maniera un po’ più dettagliata, prima di passare agli sforzi di Benedetto XVI tesi a conciliare l’ecumenismo che divide la Chiesa con la dottrina cattolica che la unifica.


Kyrie eleison.

Londra, Inghilterra






OTTIMO MONS. WILLIAMSON, ECCO UNO  DEI QUATTRO VESCOVI


ORDINATI DA MONS. LEFEBVRE CHE HA FATTO DELL'INSEGNAMENTO


" TRADIDI QUOD ET ACCEPI" LA ROCCIA DELLA VERA FEDE CATTOLICA!


Il Cuore Immacolato di Maria trionferà!