L’articolo di Roberto de Mattei è integralmente cattolico? – di Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
Vogliamo
considerare quel suo articolo che tanto ha inquietato padre Livio
Fanzaga come se l’avessimo scritto anche noi, dalla prima all’ultima
riga, titolo compreso e sotto ci mettiamo anche la nostra firma.
Anzi, a questo proposito, vogliamo
lanciare una piccola iniziativa: lo firmino tutti coloro che lo
ritengono integralmente cattolico
di Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
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Quale categoria, se non quella del
disastro umano e intellettuale, si può applicare alla componente umana
della Chiesa per commentare la cacciata di Roberto de Mattei da Radio
Maria? Un’altra bella prova di padre Livio Fanzaga, inflessibile
dispensatore di francescana misericordia: francescana nel senso di
Francesco il Papa, non Francesco il Santo.
I fatti sono noti. Dopo l’articolo
“2013-2014 Motus in fine velocior” pubblicato su “Corrispondenza Romana”
e che potete leggere CLICCANDO QUI,
il direttore di Radio Maria ha preso carta e penna per dire a de Mattei
che in quella radio non ci può più stare e la sua trasmissione è stata
cancellata dal palinsesto. Per vedere la pochezza delle argomentazioni
fanzaghiane, l’ineccepibile risposta di de Mattei e l’evanescente
replica di padre Livio CLICCATE QUI.
Bisogna ammettere che, in una Chiesa
dove sembra che la misericordia l’abbia inventata Papa Francesco, una
materia così nuova riesca difficile da maneggiare. Dopo duemila anni di
un cristianesimo improntato all’algida inflessibilità degli specialisti
del logos, ora che la misericordia è stata appena scoperta non si sa
ancora bene dove posarla, cade di mano e va dove capita. E si finisce
per trovarsi davanti a un panorama in cui gli omosessuali diventano
ingiudicabili mentre per i cattolici a tutto tondo come de Mattei pietà
l’è morta. Insomma, c’è bisogno di una bella messa a punto per tutti
quei fedeli di buona volontà che si sono gettati con entusiasmo ma senza
perizia nei misericordiosi esercizi di nuovo conio.
Così, dopo aver già fatto fuori i
sottoscritti, il misericordioso padre Fanzaga ha fatto fuori anche de
Mattei con la stessa motivazione: non si può criticare il Papa, un
cattolico non lo può fare. Dunque, le posizioni di Roberto de Mattei, di
Gnocchi e Palmaro e quella di tanti, tantissimi fedeli che ci hanno
testimoniato la loro vicinanza e il totale consenso sarebbero, quanto
meno, da scismatici neanche troppo latenti, dunque non cattolici.
Roberto de Mattei ha provato a spiegare
nella sua lettera a padre Livio che non è così. Ma, evidentemente, la
dottrina cattolica è troppo difficile per i tempi correnti. E poi
bisogna riconoscere che dentro la Chiesa, nella sua componente umana,
vale quella tragica osservazione che Giovannino Guareschi faceva
cinquant’anni fa per gli italiani: i nostri compatrioti, si lamentava lo
scrittore, preferiscono alzarsi la mattina e trovare già tutto pensato.
Ecco, questo è quello che fanno tanti, troppi cattolici. La mattina si
alzano, leggono i giornali, se del caso fanno la rassegna stampa oppure
accendono il megafono per diffondere la “voce del magistero” e sono
felici tutto il giorno perché la testa la possono lasciare nell’armadio
in sacrestia.
Invece, ad averla, questo sarebbe
proprio il momento di farla funzionare. Dentro e fuori la Chiesa stanno
accadendo troppi fatti su cui non si può evitare di pensare, di
ragionare e quindi di parlare. Se questo parlare non è cattolico, viene
da chiedersi quanto lo sia il silenzio di coloro che autoassolvono le
loro convenienze e le loro viltà dietro l’idea che siccome la Chiesa è
di Cristo ci penserà Lui.
Per Roberto de Mattei non usiamo la
parola solidarietà, che puzza troppo di manifesto della sinistra anni
Settanta. Preferiamo usare amicizia e stima per tutto quello che ha
fatto, che sta facendo e che farà. Vogliamo considerare quel suo
articolo che tanto ha inquietato padre Livio Fanzaga come se l’avessimo
scritto anche noi, dalla prima all’ultima riga, titolo compreso e sotto
ci mettiamo anche la nostra firma.
Anzi, a questo proposito,
vogliamo lanciare una piccola iniziativa: lo firmino tutti coloro che lo
ritengono integralmente cattolico. Non ci vuole molto: basta aggiungere
il proprio nome e il proprio cognome in coda a un pezzo veramente
splendido. E poi vediamo quanti sono quei cattolici che preferiscono
usare la testa invece che lasciarla in sacrestia. Questo sì che farà del
bene alla Chiesa. Altro che le purghe in stile sovietico.
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Chi vuole sottoscrivere l’articolo di Roberto de Mattei, “2013-2014 Motus in fine velocior”,
può farlo scrivendo qui sotto i suoi dati. L’indirizzo mail non verrà
pubblicato. L’elenco dei sottoscrittori sarà aggiornato quotidianamente.
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Hanno aderito alla sottoscrizione dell’articolo di Roberto de Mattei “2013-2014 Motus in fine velocior” (l’elenco sarà aggiornato quotidianamente):
1- Alessandro Gnocchi2- Mario Palmaro
3- Paolo Deotto
4- Piero Vassallo
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