mercoledì 16 dicembre 2015

Le incredibili visioni profetiche di Teresa Neumann





Quando Pio XII concluse il suo cammino terrestre, nel 1958 venne chiesto a Teresa Neumann chi sarebbe salito al trono pontificio. E lei, dopo una breve meditazione disse:
"Sul trono di Pietro siederà l’angelo proveniente dal mare. Porterà il nome di un papa che non fu papa e regnerà oltre il mio tempo".
La profezia si rivelò esatta, in modo impressionante. Venne eletto difatti il cardinale Angelo Roncalli, proveniente da Venezia (l’angelo proveniente dal mare). Il nuovo pontefice assunse il nome di Giovanni XXIII. Nel 1410 fu il cardinale Cossa che, dopo essersi fatto eleggere, assunse il nome di Giovanni XXIII. Ma le elezioni non erano state una libera scelta, tanto che cinque anni dopo venne dichiarato decaduto e condannato per simonia, Papa Roncalli scelse pertanto il nome di un papa che non fu papa. E il suo pontificato andò oltre il tempo terreno di Teresa. Questa morì difatti nel 1962, mentre Giovanni XXIII concluse il pontificato nel 1963.

Nel 1959 Teresa disse testualmente: "Fra dieci anni, o poco più, l’uomo guarderà la Terra dalla Luna". E nel 1969, Armstrong, il primo astronauta della storia, scese sulla luna. E, come aveva profetizzato la Veggente, "guardò il pianeta Terra, dal suo satellite". Durante una sua estasi, "vide" anche l’attentato a Giovanni Paolo II: "Ho visto il Santo Padre con le vesti macchiate di sangue, esclamò un giorno. L’ho visto su una piazza gremita di gente... Ho sentito gridare e ho sentito il rumore di un’autovettura che si stava allontanando"
E così avvenne in quel fatidico 1981, quando Ali Agca sparò in piazza San Pietro al pontefice.
La parte più significativa dei vaticini di Teresa riguardano però il nostro tempo futuro, Al termine della seconda guerra mondiale, quando le persone esultavano per la fine delle dittature (una fine che Teresa aveva profetizzato quando, alla vigilia del conflitto, venne stipulato tra l’Italia e la Germania il Patto d’Acciaio) la Veggente disse: "E' giustificata la gioia, perché l’incubo é finito.. ma la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino" (1999-2017).

Alcune delle sue visioni profetiche:
"Ho visto rovesciare sulla terra ceste piene di serpenti, che strisciavano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto.
E quando l’opera di distruzione è stata compiuta ho visto scendere sulla terra degli angeli, sotto forma di uomini".
"Il mondo intero sarà affidato a bestie orrende".

"L’ignoranza, il disprezzo per la cultura, la violenza, il lassismo, il materialismo, saranno i piedi dello scranno sul quale siederà il serpente dei serpenti.
Vedrete allora l’asino dettare legge al leone. Vedrete gli allievi insultare i loro insegnanti; vedrete la cultura bruciare sulla pubblica piazza, in nome della cultura.
Troppi leoni avranno il cuore dell’asino, e si lasceranno trarre in inganno. Ho visto il mondo affidato a bestie orrende, con la testa d’asino e il corpo da serpente. Ho visto l’orrenda strage degli uomini di pietà e degli uomini d’intelletto.
Quando poi l’epidemia avrà contaminato ogni casolare, si renderà necessaria una purificazione generale. L’acqua dovrà lavare ogni granello di sabbia che copre la terra.
Ho visto san Bernardo e tanti altri spiriti eletti ritornare sulla terra, per istruire le genti. E le genti, finalmente, sapranno fare tesoro dell’insegnamento.
E l’armonia del tutto si fonderà nella verità e nell’amore".

"Ho visto scendere dal cielo un’enorme quantità di foglie secche. E su ogni foglia c’era una scintilla di fuoco.
Un uomo che mi stava vicino, gridò a gran voce: scostatevi, perché piove la pestilenza stellare.
Molti cercarono di fuggire, ma vennero ugualmente raggiunti dalle foglie secche.
E quando una di queste si posava sulla pelle, si formava una macchia nera, e dalla macchia nera usciva uno zampillo di sangue".

"Ho visto fiumi enormi rompere gli argini, trascinando cose, uomini e cavalli. Ho visto la terra aprirsi come una vecchia ferita, e da questa sgorgare del sangue marcio... Mi sembra che la terra fosse diventata un tappeto sospeso nell’aria... Tutto tremava e sobbalzava, rendendo difficile mantenersi in equilibrio... Poi ho visto aprirsi una voragine... Ho visto aprirsi la terra, afferrare case e uomini e poi richiudersi".

"Ho visto la terra schiumeggiare come il mare. Ho visto contadini scavare alcune buche per piantare alberi, ma da queste buche usciva un liquido nerastro, schiumoso. E quando la pianta veniva messa nella terra si copriva a sua volta di schiuma. E la schiuma avanzava, come un mare in tempesta, coprendo montagne e pianure".

"Ho visto sulla strada, molta gente che respirava a fatica, mentre nel cielo si stavano addensando nubi gialle. Ho visto uomini salire sugli alberi per cercare un po’ d’aria. Ho visto uomini tagliarsi la gola, nella disperazione e nella speranza di succhiare un po’ d’aria".

"Ho visto un cimitero nel quale venivano sepolti i sogni dell’uomo. E ogni sogno aveva una lapide. E su ogni lapide c’era un epitaffio...
Su una pietra era scritto: ‘Qui giace il sogno dell’uomo, di correre più veloce del vento’. Altrove, ho visto scritto: ‘Qui giace il sogno dell’uomo di prolungare all’infinito la sua vita’. C’era poi la grande tomba, che racchiudeva il grande sogno. E l’epitaffio diceva: -Qui giace l’uomo che si credeva un dio- ".

"Ho visto un cielo pieno di stelle. Sembrava un enorme accampamento, con i fuochi accesi, in attesa dell’alba e della battaglia. A un certo punto ho visto una stella brillare di una luce eccezionale, tra il rosso e il viola.
E la stella iniziò a muoversi, e dietro a lei si accodarono tante altre stelle, tanto da formare una chioma. -Seguite la stella-, mi disse una voce...".
"Quando la purificazione sarà completata, riprenderà la vita. Ma l’uomo nuovo indosserà un abito nuovo: l’abito dell’umiltà e della fede". (Fine)

martedì 15 dicembre 2015

La Santa Messa in rito romano: non è solo questione di latino

Il latino non c’entra, celebrare la Messa secondo il rito di san Pio V non è una questione linguistica




Ci sono sacerdoti, vescovi e fedeli, per i quali la chiesa cattolica è un giovane virgulto di una quarantina d’anni. Daterebbe, la sua nascita, all’incirca 1960 anni dopo Cristo, e coinciderebbe con il Concilio Vaticano II e poi, ancor più, con la riforma liturgica del 1970. Un po’ come i testimoni di Geova, o i mormoni, il cui fondatore vantava di aver ritrovato in una vecchia cassa il vero Vangelo smarrito per secoli, anche certi cattolici ritengono che il verbo di Cristo abbia risuonato inutilmente, incompreso, per interminabili anni, sino a una leggendaria "primavera conciliare". Costoro, quando si parla della liturgia di sempre, descrivono, con un velato "razzismo", scenari lugubri, tenebre di ignoranza, miserie intellettuali indicibili: prima della liturgia in volgare, le "donnine biascicavano preghiere che non comprendevano", gli uomini uscivano dalla chiesa durante la predica, i preti tuonavano e imprecavano dai pulpiti… roba, insomma, da preistoria, da gente delle caverne, da fede infantile e superstiziosa, sorta per sbaglio insieme a cattedrali e opere d’arte meravigliose. Potrei crederci, se non avessi mai assistito a una Messa antica e non avessi mai sentito cantare il "Pange lingua", lo "Jesus dulcis memoria", o la "Missa de angelis"; oppure se non dovessi sorbirmi, talora, i tamburi, le schitarrate, le prediche insulse, e il disprezzo, involontario, dell’Eucarestia, protagonisti di tante messe odierne in cui si è smarrito il senso del sacro e del mistero.
Certo, vi saranno stati anche dei piccoli ritocchi, giustamente auspicabili anche per il vecchio rito, per adeguare ai tempi, non la sostanza, ma il linguaggio, e del resto anche i padri conciliari più tradizionalisti non lo negarono affatto. Ma nella sua essenza la Messa di un tempo continua oggi ad affascinare uomini e donne che desiderano ancora credere nella continuità della storia della Chiesa, che si sentono in comunione con duemila anni di storia, perlomeno per il debito di gratitudine che occorre avere verso chi la fede ce la ha tramandata. "Vi ho tramandato, affermava san Paolo, ciò che anch’io ho ricevuto".
Per questo vi sono fedeli in tutta Italia che richiedono sempre di più di poter conoscere il vecchio rito, benché tra i "sapienti" del tempio vi sia talora indignazione e perfino disprezzo. Lo capisco leggendo un piccolo librino appena scritto da Manlio Sodi, noto direttore nientemeno che della Rivista Liturgica, intitolato: "Il messale di san Pio V. Perché la Messa in latino nel III millennio". Si tratta di una critica al motu proprio,fatta con apparente garbo, ma dimostrando in realtà immenso fastidio per chi non capisce, e cioè, tra gli altri, per lo stesso Benedetto XVI. Sodi inizia la sua denigrazione mettendo subito in confusione il povero lettore. Parlando del messale di Pio V dice a pag. 3 che è stato "abrogato" e poi "abolito", mentre a pagina 5 scrive: "ma la Messa in latino è sempre stato possibile celebrarla! Dunque il problema è altrove". Poi a pagina 26 afferma: "Anche il messale del Vaticano II (sic) è pubblicato in latino… un ulteriore segno che mai è stata abolita la
Messa in latino". Si mena il can per l’aia, dicendo e contraddicendo, e infine riducendo il problema liturgico a una questione essenzialmente linguistica.

Una lezione di storia in abiti eccentrici
I concetti ribaditi di continuo da Sodi sono i soliti: il nuovo messale è più ricco, ha più letture, ha tante preghiere eucaristiche, mentre il messale di Pio V è povero, quasi rudimentale… Sempre, il discorso cade sulle letture, sull’ascolto della parola: la centralità dell’Eucarestia, l’incontro con Cristo fattosi carne, è assolutamente secondario, assente. La Messa, per Sodi, è "un’esperienza viva di comunità celebrante", mentre il vecchio rito "non ha contribuito a sottolineare che Cristo è presente nella sua Parola quando questa si proclama nell’assemblea". Si tratta a ben vedere, di una definizione della Messa non cattolica, assai simile, se non identica, a quella protestante, che propone l’idea del sacerdozio universale e riduce la Messa a un puro memoriale, in cui l’incontro con Cristo non è reale, fisico, in "corpo, sangue, anima e divinità", ma passa dall’ascolto della sua parola e dalla presenza di persone disposte, bontà loro, a ricordarlo e a rileggerne gli insegnamenti che furono. La Messa come una lezione di storia, insomma, con abiti un po’ eccentrici. In quest’ottica Cristo sarebbe l’Emmanuele, il "Dio con noi", principalmente, se non esclusivamente, con la sua Parola, alla condizione, per di più, che questa si proclami alla presenza dei fedeli, e, come scrive a pagina 30, dei "loro educatori, i presidenti dell’assemblea". Non servono discorsi per commentare una visione così razionalista, estranea alla retta dottrina sulla Messa: basti pensare alla figura di padre Pio, che rappresenta nella storia del cristianesimo uno dei santi che più ha saputo incarnare l’idea di sacerdote come ponte tra Dio e gli uomini. Padre Pio non si è mai considerato un
"presidente di assemblea", un semplice "educatore", non solo perché celebrò innumerevoli volte da solo, senza fedeli, ma soprattutto perché viveva nella sua carne l’incontro con Gesù crocifisso,viveva, cioè, ogni momento, la sua Messa. Le folle non accorrevano a lui per come leggeva le Sacre Scritture: rimanevano affascinati dal modo in cui pronunciava le parole della consacrazione, da come si inginocchiava davanti al corpo di Cristo, dalla tenerezza con cui lo teneva tra le mani, dalle gocce di sangue che sgorgavano dalle sue palme, dalla consapevolezza che aveva di essere, nonostante tutta l’umana abiezione, un altro Cristo.

Fonte: Francesco Agnoli, 15 novembre 2007

domenica 6 dicembre 2015

Giubileo:Uno show anticristiano a San Pietro nel giorno dell'Immacolata Concezione



 












Il Cupolone violato. Uno show anticristiano a San Pietro previsto per il giorno dell'Immacolata


Riprendiamo qui di seguito, nella nostra traduzione, un articolo  apparso sul sito pro life americano life site (qui l'originale). In esso l'autore, Pete Baklinski, fa emergere alcuni aspetti inquietanti di una performance prevista per il giorno dell'Immacolata Concezione in Vaticano. Lasciamo ai lettori il giudizio di ciò che sta accadendo.

Roma, 4 dicembre 2015. La Chiesa cattolica, fondata per diffondere la luce di Cristo nel mondo, ha quasi letteralmente invitato il mondo a inondarla con la sua luce. Per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione e giorno d’apertura del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Francesco ha invitato i partigiani dei cambiamenti climatici e gli apologeti della teoria del controllo dell’espansione demografica a proiettare uno spettacolo luminoso sulla cupola di San Pietro a Roma – la più importante chiesa nel mondo cattolico – in maniera tale da “ispirare il cambiamento nel contesto della crisi del clima”.
Come si legge nel comunicato stampa (vedi qui) pubblicato da uno degli sponsor, lo show intitolato “Illuminiamo la nostra casa comune” consisterà nella proiezione su San Pietro di “immagini del nostro comune mondo naturale” allo scopo di “educare e ispirare il cambiamento nel contesto della crisi del clima coinvolgendo generazioni, culture, lingue, religioni e classi sociali” .
Il portavoce vaticano dell’evento, l’arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha definito l’evento “unico nel suo genere, anche per il fatto che esso sta per essere presentato per la prima volta su un supporto [sic!] così si significativo”. [qui il comunicato stampa vaticano]
“Queste illuminazioni – ha detto Fisichella - daranno luogo a immagini ispirate alla Misericordia, all’umanità, al mondo naturale e ai cambiamenti climatici”.
Sempre secondo l’Arcivescovo lo spettacolo luminoso in Vaticano serve a mettere in relazione l’Enciclica ambientalista Laudato si’ di Francesco [si veda anche qui il commento del Professor Radaelli da noi pubblicato] di papa Francesco con la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in corso a Parigi. Il Vaticano ha fortemente sostenuto la Conferenza. Poiché lo spettacolo concluderà l’inaugurazione delle celebrazioni dell’Anno della Misericordia, avrà l’effetto di stabilire un nesso tra il messaggio del Papa sulla “misericordia” e la battaglia al “cambiamento climatico”.




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 I leader dei movimenti in difesa della famiglia e della vita nel mondo rimangono scettici riguardo all’agenda del Congresso di Parigi e all’intento di combattere il cosiddetto global warmig “antropogenico”. In particolare mettono in guardia di fronte alla costatazione che “salvare il pianeta” significa, tradotto dal linguaggio ambientalista, un’impresa anti-umana che ha per bersaglio nazioni società e famiglie.
L’evento, spacciato come “arte pubblica contemporanea”, è sponsorizzato da organizzazioni che portano nomi di divinità pagane greche e romane e che hanno interesse a propagandare il tema dei cambiamenti climatici. C’è anche un’organizzazione che sovvenziona direttamente gli aborti nei paesi in via di sviluppo.

Dietro le quinte dello spettacolo

Il principale finanziatore dietro all’evento è il gruppo della Banca Mondiale che opera attraverso la propria iniziativa Connect4Climate (vedi qui). La Banca Mondiale, fondata nel 1945 per la ricostruzione dell’Europa, ha una lunga storia (vedi qui, qui e qui) di programmi in supporto dell’aborto e della contraccezione col pretesto di “porre fine all’estrema povertà” e di “diffondere la prosperità”. I leader pro-life hanno denunciato questi programmi come malcelati programmi di controllo delle nascite finalizzati a ridurre la presenza di popolazioni considerate indesiderabili dalle elites occidentali. L’organizzazione, attraverso la sua World Bank Unfoldment Society (SUS; vedi qui) [Società della Banca Mondiale per lo sviluppo spirituale], si lega anche a pratiche religiose non cristiane con le quali gli adepti si dedicano a “sedute di meditazione” transumanistica miranti a “una “trasformazione personale tramite la autocoscienza, la comprensione e il risveglio a una superiore coscienza”.
La Vulcan Inc., fondata nel 1986 dall’investitore e filantropo Paul G. Allen, è un compagnia privata avente sede non lontano da Seattle. Essa “si batte per creare un nuovo futuro” attraverso “il superamento del pensiero convenzionale”. A questa compagnia fu dato il nome del dio romano “Vulcano”, la divinità del fuoco distruttore, il cui più antico santuario era situato ai piedi del colle Capitolino, nelle immediate vicinanze del Vaticano. Il sito della Vulcan spiega (vedi qui) che il suo fondatore ritenne che questo nome fosse adatto a una compagnia “la cui missione è quella di trovare soluzioni idonee ai grandi cambiamenti mondiali”.
Un altro partner dell’evento è Okeanos , una fondazione ambientalista fondata nel 2007 da Dieter Paulmann con l’intento di accrescere la consapevolezza “in merito alle differenti minacce che incombono sui nostri oceani”. La fondazione (vedi qui) si prefigge “la pianificazione e il finanziamento di progetti che implichino un positivo cambiamento e comportino una differenza”. Essa si contrappone (vedi qui) a ciò che essa stessa chiama i “peccati contro il clima commessi … dalla presente generazione, in particolare” quelli generano “inquinamento ambientale prodotto dall’uomo (riversamenti di petrolio, scarichi, prodotti chimici, produzione di CO2)” come anche “l’inquinamento acustico (motori nautici troppo rumorosi, esperimenti sonar)”.
La fondazione porta il nome del titano greco e romano “Okeanos” che si riteneva fosse la personificazione divina dell’oceano. Il pesce in una mano e il serpente nell’altra significavano i doni dell’abbondanza e della profezia di cui godeva.
Obscura Digital, l’organizzazione con base a San Francisco, anch’essa impegnata nel prossimo spettacolo di luci, deriva il proprio nome dalla radice latina indicante l’oscurità. Questa compagnia è specializzata nella creazione di “esperienze profonde che cambieranno il modo in cui pensi il mondo che ti circonda” ricorrendo a proiezioni olografiche, ad animazioni 3D e a visualizzazioni dinamiche.
Il team di Obscura, composto da artisti, programmatori, realizzatori e tecnologi, è maestro di artifici luminosi e sonori. In passato (vedi qui e qui) l’organizzazione ha lavorato a progetti sui cambiamenti climatici in collaborazione con l’ONU allo scopo di dimostrare gli “effetti dell’attività umana sull’ambiente” e di pubblicare un “appello per soluzioni globali”. Tra i clienti dell’organizzazione ci sono Apple, Google, Disney, Vulcan Productions, Nike, Nasa, Facebook e l’UNESCO.




 Un simbolismo oscuro e minaccioso

Dietro all’evento e alle organizzazioni che lo sponsorizzano c’è un simbolismo oscuro e minaccioso, bizzarramente collegato ai riti occulti del paganesimo, al culto della natura e al sacrificio umano tramite le pratiche abortive e il controllo della popolazione.
Lo show è intitolato Fiat Lux: Illuminating Our Common Home [Fiat Lux. Illuminiamo la nostra casa comune]. “Fiat Lux” è il primo comando di Dio all’inizio della creazione: “Sia la luce”. Mentre la Chiesa presenta Gesù Cristo come la luce del mondo, le organizzazioni secolari recanti nomi pagani stanno letteralmente “oscurando” la Chiesa attraverso il loro stupefacente spettacolo di luce. San Paolo ammonisce i Corinzi a guardarsi da satana che “si maschera da angelo di luce” (2 Cor 11,14). È come se gli organizzatori si sostituissero simbolicamente a Dio e creassero ex novo il mondo secondo la propria immagine e somiglianza.
Lo spettacolo luminoso avrà luogo nel giorno dell’Immacolata Concezione, ossia della più importante festa mariana nella quale i cattolici celebrano il concepimento di Maria nel grembo della madre Anna senza la macchia del peccato originale. I cattolici hanno sempre guardato alla Vergine Maria come a un archetipo della Chiesa, proprio perché Ella, come primo tabernacolo, portò in sé Cristo e, quindi, lo fece nascere nel mondo. Nel giorno della sua festa più importante lo spettacolo di luce proietterà sulla cupola di San Pietro, un edificio che rappresenta Maria, immagini della terra e animali. Ciò equivale a un osceno oltraggio a Nostra Signora.
Lo show conterrà certamente molti “segni e prodigi”, ma spetta ai cattolici decidere come interpretarli.
Si noti soprattutto che la croce della cupola è sempre oscurata

tratto da: 

venerdì 4 dicembre 2015

Dio esiste, basta solo cercarlo...

Due esempi semplici ma significativi, il primo è un video molto eloquente,
il secondo esempio richiama invece il mettere a frutto i talenti ricevuti per la salvezza delle anime.

Ma Dio esiste nonostante tutto il dolore ed il male nel mondo?

Risultati immagini per dio esisteUn video molto bello che puo far riflettere e dare la possibilità di rispondere a chi dubita sull'esistenza di Dio dimostrando il dolore , il male e la sofferenza che colpisce il mondo! Un a cosa difficile da far capire e 'che il male  e' fatto e voluto all'uomo e non da Dio !







da: http://famigliacattolica.blogspot.com/2015/12/ma-dio-esiste-nonostante-tutto-il.html

Secondo esempio

Un gran numero di anime va all'inferno a causa della mancanza di missionari

Dalle «Lettere» di San Francesco Saverio (eroico missionario in Asia) a Sant'Ignazio di Loyola.


Abbiamo percorso i villaggi dei neofiti, che pochi anni fa avevano ricevuto i sacramenti cristiani. Questa zona non è abitata dai Portoghesi, perché estremamente sterile e povera, e i cristiani indigeni, privi di sacerdoti, non sanno nient'altro se non che sono cristiani. Non c'è nessuno che celebri le sacre funzioni, nessuno che insegni loro il Credo, il Padre nostro, l'Ave ed i Comandamenti della legge divina.

Da quando dunque arrivai qui non mi sono fermato un istante; percorro con assiduità i villaggi, amministro il battesimo ai bambini che non l'hanno ancora ricevuto. Così ho salvato un numero grandissimo di bambini, i quali, come si dice, non sapevano distinguere la destra dalla sinistra. I fanciulli poi non mi lasciano né dire l'Ufficio divino, né prendere cibo, né riposare fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera; allora ho cominciato a capire che a loro appartiene il regno dei cieli.

Perciò, non potendo senza empietà respingere una domanda così giusta, a cominciare dalla confessione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnavo loro il Simbolo apostolico, il Padre nostro e l'Ave Maria. Mi sono accorto che sono molto intelligenti e, se ci fosse qualcuno a istruirli nella legge cristiana, non dubito che diventerebbero ottimi cristiani.

Moltissimi, in questi luoghi, non si fanno ora cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani. Molto spesso mi viene in mente di percorrere le Università d'Europa, specialmente quella di Parigi, e di mettermi a gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità con queste parole: Ahimè, quale gran numero di anime, per colpa vostra, viene escluso dal cielo e cacciato all'inferno! Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!

In verità moltissimi di costoro, turbati da questo pensiero, dandosi alla meditazione delle cose divine, si disporrebbero ad ascoltare quanto il Signore dice al loro cuore, e, messe da parte le loro brame e gli affari umani, si metterebbero totalmente a disposizione della volontà di Dio. Griderebbero certo dal profondo del loro cuore: «Signore, eccomi; che cosa vuoi che io faccia?» (At 9, 6 volg.). Mandami dove vuoi, magari anche in India.
[Lett. 20 ott. 1542, 15 gennaio 1544; Epist. S. Francisci Xaverii aliaque eius scripta, ed. G. Schurhammer I Wicki, t. I, Mon. Hist. Soc. Iesu, vol. 67, Romae, 1944, pp. 147-148; 166-167 - Traduzione tratta da: "Liturgia delle Ore" - Libreria Poliglotta Vaticana - Edizioni Conferenza Episcopale Italiana].

da: http://cordialiter.blogspot.it/2015/12/un-gran-numero-di-anime-va-allinferno.html